FAQ

IO è già disponibile negli app store Android e iOS, con una prima versione beta pubblica (open beta). Questo da inizio al percorso che, progressivamente, porterà tutti i cittadini italiani ad avere dei nuovi servizi pubblici digitali moderni e centrati sulle loro esigenze.

Dal marzo 2019 circa duemila cittadini in diversi territori hanno sperimentato l’app in versione closed-beta (beta “chiusa”): abbiamo dato la possibilità a un numero limitato di persone, invitate dagli Enti che per primi hanno aderito al progetto (ACI, Comuni di Milano, Torino, Palermo, Ripalta Cremasca e Valsamoggia), di installare e testare IO sul proprio smartphone con un primo set di funzionalità e servizi reali. Con l’arrivo di IO negli store, renderemo disponibile la versione beta “aperta” dell’app (open beta) a tutti i cittadini. Significa che chiunque lo desideri potrà scaricare e installare IO sul proprio smartphone, partecipando alla sperimentazione di un prodotto che non è ancora al pieno delle sue potenzialità, ma che evolverà e migliorerà continuamente anche grazie all’esperienza diretta e ai feedback delle persone a cui è destinato.

L’uscita di IO sugli store nella primavera 2020 è un passo importante per i servizi pubblici digitali in Italia e un’ulteriore tappa di questo progetto così ambizioso. Rendendo disponibile l’app in versione beta a tutti i cittadini, infatti, diamo inizio alla seconda fase della sperimentazione, fondamentale per favorire l’adozione di IO a livello nazionale. La prima fase di test dell’app in closed-beta è servita a individuare e risolvere malfunzionamenti (bug) e a ottimizzare l’esperienza utente, grazie ai feedback dei primi cittadini coinvolti. Con l’arrivo dell’app in open beta sugli store, l’obiettivo sarà tarare e ottimizzare l’infrastruttura e i processi su vasta scala, mentre sempre più Enti porteranno i propri servizi su IO.

Sì. IO è un progetto collettivo, un “bene comune”, e così sarà sempre. Fin da subito, abbiamo progettato l’app insieme ai cittadini partendo dall’analisi delle loro esigenze, e continueremo a farla crescere grazie al contributo costante degli utenti. Come già fatto nelle prime fasi di sviluppo dell’app, continueremo ad invitare gruppi ristretti di persone a testare le nuove funzionalità e i nuovi servizi prima che siano effettivamente disponibili a tutti i cittadini. Inoltre, tutti gli utenti potranno inviare segnalazioni o messaggi al team di sviluppo di IO, utilizzando gli appositi strumenti direttamente dall’app.

Questo dipende da dove risiedi. Inizialmente, sull’app troverai alcuni servizi nazionali e molti se ne aggiungeranno in futuro. La maggior parte dei servizi disponibili su IO all’arrivo negli store saranno, invece, erogati dagli enti locali, come Comuni e Regioni; dopo aver eseguito l’accesso all’app, sarà IO a mostrarti la lista completa dei servizi già attivi nell’area geografica di tuo interesse.

L’arrivo della prima versione beta pubblica di IO sugli store nella primavera 2020 dà inizio al percorso che, progressivamente, porterà gli Enti - nazionali e locali - a far convergere su IO un numero sempre maggiore di servizi pubblici. Ogni ente pubblico può portare in qualsiasi momento i propri servizi su IO, ma stimiamo che il periodo di tempo necessario affinché l’app IO veicoli la maggioranza dei servizi essenziali sia di circa due anni.

Tutti gli enti pubblici, nazionali e locali, possono già aggiungere i propri servizi liberamente su IO e potranno continuare a farlo dopo l’arrivo dell’app negli store nella primavera 2020. È facile e veloce: in questa Guida forniamo tutte le informazioni per aiutare le Pubbliche Amministrazioni a cogliere questa opportunità in quattro semplici passaggi.

IO è un canale grazie al quale puoi ricevere da tutti gli Enti pubblici messaggi che includono tue informazioni personali come, ad esempio, quelle legate al tuo lavoro, alla tua salute o ai pagamenti verso lo Stato. Per questo, è fondamentale essere certi che chi sta usando l’app a tuo nome, sia davvero tu. E che solo tu possa accedere alle informazioni a te destinate.
Accedere con le tue credenziali SPID ti consente di garantire la tua identità all’app in modo sicuro. In alternativa, puoi usare la tua Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0), abbinata al PIN che hai ricevuto al momento del rilascio della nuova carta e che garantisce che tu possa essere l’unico ad utilizzarla (anche in caso di furto del documento).

Le Pubbliche Amministrazioni possono contattare un cittadino semplicemente conoscendone il codice fiscale, non occorre nient’altro. Ovviamente questo codice fiscale deve essere già presente nei database del singolo ente, e l’ente dovrà utilizzare gli strumenti di IO coerentemente con il proprio mandato istituzionale. Inoltre il cittadino avrà sempre la possibilità di disattivare singolarmente i servizi che usano l’app, inibendo ai relativi enti la possibilità di usare IO per contattarlo.

PagoPA S.p.A. è una società partecipata dallo Stato, creata allo scopo di rendere capillare la diffusione dei pagamenti digitali e dare impulso alla digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia, secondo lo stesso cambio di paradigma da cui nasce la visione di IO: mettere il cittadino al centro e proporgli servizi efficienti, semplici e intuitivi, sviluppati in base alle sue esigenze. Per questo, in un’ottica di sviluppo e industrializzazione di entrambe le piattaforme, oltre a pagoPA la nuova società prende in carico anche la gestione di IO: per offrire ai cittadini, attraverso un’unica app, il punto di accesso a tutti i servizi pubblici digitali. Questo consentirà all’app IO di crescere velocemente e aprirsi a nuove opportunità, secondo le logiche del sistema di mercato privato, proprio come una normale startup.

In una prima fase abbiamo deciso di concentrarci sulle applicazioni mobile e, in particolare, sulle piattaforme Android e IoS, che sono di gran lunga le più diffuse. Alcune funzioni saranno disponibili in futuro anche dal browser: inizieremo dalle funzioni relative alla gestione di privacy e sicurezza.

Il CAD, “Codice dell’Amministrazione Digitale”, istituisce il “punto di accesso telematico”, tramite cui le pubbliche amministrazioni rendono fruibili ai cittadini i propri servizi in rete (articoli 7 e 64-bis). IO è il punto unico di accesso telematico che permette ai cittadini di comunicare e accedere ai servizi della pubblica amministrazione in forma digitale e in modo integrato, anche attraverso dispositivi mobili. Inoltre il CAD specifica che diventa un diritto per il cittadino utilizzare tale punto di accesso dal momento stesso in cui questo sarà effettivamente disponibile.

Sì, per sempre.

Lo sviluppo dell’applicazione mobile e di tutte le componenti software a supporto avviene in conformità delle linee guida sulla sicurezza definite nel (Piano Triennale per l’ICT)[http://pianotriennale-ict.readthedocs.io/it/latest/doc/08_sicurezza.html]. Inoltre, tutto il codice software sviluppato è open source, per cui aperto all’analisi di tutti gli sviluppatori che vorranno verificarne la sicurezza per consolidarla o migliorarla.

IO è stato concepito e sviluppato secondo i principi e le regole imposte dalla normativa sulla protezione dei dati personali, ovvero il nuovo Regolamento (UE) 2016/679 (cosiddetto “GDPR”) e il Codice privacy italiano (d. lgs. 196/2003, come recentemente emendato); esso è quindi uno strumento sicuro che protegge le tue informazioni e i tuoi diritti. IO però rappresenta solo uno canale che le Pubbliche Amministrazioni utilizzano per interfacciarsi con i cittadini, quindi queste ultime restano titolari dei tuoi dati personali necessari per svolgere il loro mandato istituzionale, esattamente come avviene oggi. Il team di sviluppo di IO dialoga costantemente con il Garante per la protezione dei dati personali per rendere IO uno strumento che migliori l’esperienza del cittadino anche sotto il profilo di accessibilità e trasparenza delle informazioni relative alla sua privacy.

Il progetto IO ha lo scopo di rendere disponibile una applicazione al numero maggiore possibile dei cittadini Italiani. Per questo ad esempio, fin dai primi prototipi abbiamo cercato di progettare l’interfaccia della app per rispettare i bisogni specifici dei cittadini ipovedenti. È stata intenzionalmente scelta una tecnologia che consente di utilizzare le API per l’accessibilità messe a disposizione da iOS e Android. Siamo consapevoli che per rendere l’app completamente fruibile da cittadini con disabilità resta parecchio lavoro da fare, e ci stiamo organizzando non solo per rendere pienamente accessibile questa prima versione beta, ma anche per avere dei partner specializzati nell’accessibilità, che ci affianchino e ci supportino in un processo continuo di progettazione e verifica delle nuove funzionalità. È e resterà sempre fra gli obiettivi del progetto quello di diventare progressivamente una best-practice anche nei confronti delle disabilità, contando sempre sul contributo degli stessi cittadini per migliorare.

Una volta che l’app sarà negli store, il download sarà disponibile a tutti e non avrà blocchi geografici. I cittadini italiani (AIRE e non) che vivono all’estero dotati di SPID o CIE potranno accedere ai servizi. Qui tutte le informazioni su come ottenere SPID dall’estero: https://www.spid.gov.it/richiedi-spid, mentre per la CIE sarà necessario rivolgersi al proprio consolato di riferimento.

No, l’app scelta dal Governo per il contact tracing è un’app distinta e non è connessa in alcun modo a IO. L’app IO nasce con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici digitali accessibili ai cittadini direttamente dallo smartphone, non prevede alcuna funzionalità che consente di tracciare la posizione degli utenti.